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Racconto di un’estate ‘en plein air’

3000 km e una vacanza da ricordare. Noi quattro e l’essenziale di una casa su quattro ruote, il camper, la nostra arca. Un Mobilvetta Icaro S7.

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In effetti, con due bimbi piccoli, è il modo più agevole per potersi concedere una viaggio itinerante. Diversamente la macchina, provata in altre circostanze, rischia di agitare gli animi di grandi e piccini.

Quest’anno, ci si è presentata un’ irrinunciabile occasione, il camper, completamente a nostra disposizione, senza doverlo noleggiare. I miei genitori, adorabili, se ne sono piacevolmente privati, per concederci la possibilità di fare questa esperienza.

Beh, devo dire che viaggiare con una piccola casa al seguito, (avevo la sensazione di essere una tartarugona con il suo meraviglioso e fondamentale guscio) dà un incredibile senso di libertà e allo stesso tempo di protezione. Per i bimbi poi, il divertimento era all’ordine del giorno.

Abbiamo visto posti incantevoli, che forse diversamente non avremmo potuto vedere, perlomeno non ora che loro sono ancora piccoli per sopportare lunghe passeggiate o faticosi itinerari in macchina.

Tra i tanti, il ghiacciaio di Morteratsch, in Svizzera, che si sta inevitabilmente ritirando. In soli 100 anni è arretrato più di 2000 metri.

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Noi abbiamo documentato lo stato attuale; chissà, magari in futuro potremmo trovarci di nuovo in quei luoghi, e allora sarà curioso vederne lo stato dell’indietreggiamento.

Ogni anno, dalle mie vacanze riporto con me tanta energia per affrontare un nuovo anno di impegni lavorativi e familiari, e per affrontare nuove sfide, che amo tanto e mi fanno sentire vitale.

Riporto con me valigie piene di ricordi, da tenere custoditi tra le infinite stoffe nella mia craftroom.

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Di tanto in tanto, saranno anche loro a scaldarmi il cuore nelle fredde giornate invernali.
Ogni tanto ne prenderò uno per fare qualche risata ed altre volte qualcun altro per emozionarmi un po’.

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Inoltre riporto sempre con me, nel mio cuore, i profumi dei posti in cui ho camminato e gioito con i miei amori. Per me non c’è vacanza senza il ricordo di un odore che rievochi precise sensazioni.

Un po’ come quando da piccina, a casa di mia nonna materna provavo un tonfo al cuore nell’ odorare quella credenza in cucina, in cui nascondeva ogni tipo di dolciume per noi nipoti. Quel preciso odore, l’ho ben impresso nella mia mente, e ancora oggi suscita in me la stessa emozione.

Di questo viaggio invece, ricorderò l’inebriante profumo dei fiori nella loro totale bellezza diffondersi finanche nei più piccoli meandri di quei luoghi incantati.

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Creature perfette, opere appena sbocciate dalla romantica fantasia di un pittore.

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Un caloroso abbraccio.

Alessandra

5 pensieri su “Racconto di un’estate ‘en plein air’

  1. Che bel post! Sai che anche nella mia memoria è impresso il profumo della credenza di mia nonna? E quello del basilico in cortile. Non vedo l’ora di tornare ad ammirare le tue creazioni. A presto, Sara.

    1. Ciao bellissimaaaaaa. È incredibile come certi ricordi e sensazioni, restino dentro senza lasciarci mai. Noi cresciamo ma quella parte di noi piccine resta. Sei un tesoro, e sono felice di averti incontrata.
      Un bacio grande di vero cuore.
      Ale

  2. Ale che bello! TI Sei ricaricata di colori e profumi! Pronta per affrontare un altro splendido anno ricco…. p.s. il profumo della credenza di mia nonna era uno squisito connubio di caffè, legno e biscotti Gentilini! Un abbraccio a presto tesoro!

  3. Benvenuta blogger !!!

    1. Ciao Monnalisa. Scusami se ti rispondo con estremo ritardo, ma questi ultimi, sono stati mesi moooooolto impegnativi. Grazie di cuore.

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