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Notte in bianco.


Dopo aver trascorso la notte in bianco, causa ripetuti e innumerevoli risvegli figlio Ettore 9 mesenne, mi sono chiesta il perché si dica “passare la notte in bianco“. 

A tale domanda, la mia amica Sara, conosciuta al mio primo ed unico corso preparato, quando ancora eravamo ignare di ciò che significasse essere mamme, mi ha risposto riportando questo articolo di Focus.it

Nel medioevo si diveniva cavaliere attraverso la solenne cerimonia dell’investitura, generalmente svolta in una chiesa o in un castello, durante la quale il sacerdote ricordava al cavaliere gli obblighi che stava per assumere e benediceva le armi che gli sarebbero poi state consegnate. 

Il rito dell’investitura in un dipinto del XVI secolo

La sera prima della cerimonia, l’aspirante cavaliere veniva vestito di bianco (simbolo di purificazione) e condotto in una cappella dove trascorreva un’intera notte in preghiera osservando il digiuno. Si trattava di un momento di riflessione sull’onore e la storia degli ordini cavallereschi allo scopo di prepararsi alle responsabilità e alle gioie della sua nuova vita.

Praticamente ho avuto una illuminazione, mi si è finalmente aperto un mondo.

Ricapitolando e partendo dal presupposto che a mio parere i bambini posseggono una sensibilità più pura della nostra (ricordo il mio primo figlio che traduceva concetti incomprensibili espressi dalla sorellina piccola, come se parlassero lo stesso linguaggio), quando i figli non ci fanno dormire per i loro più reconditi motivi, vogliono semplicemente ricordarci l’impegno preso nei loro confronti. Ricordarci il privilegio di essere madri

Dunque passerò le mie future notti in bianco con più consapevolezza. 

Ormai al terzo figlio, so prevedere l’andamento notturno, e proprio ieri sera parlando con mio marito ho detto: “prevedo una lunga notte” (per me ovviamente, perché si sa che i papà in modalità notte ON, non sentono nemmeno se gli si parla con il megafono).

E in effetti è stata una lunghissima notte totally white.

Quando la sera metto a letto il piccolo, lo addormento e approfitto del tempo libero (sempre troppo poco) per fare le mie cose. 

Poi quando è ora di mettere a letto anche me stessa, nell’attimo esatto in cui penso semplicemente di voler dormire, zaaaaaac lui sistematicamente si sveglia. Ed ho pensato che in un certo qual modo, avverte che non sono più vigile su di lui, che non sono più pronta a proteggerlo e quindi richiama la mia attenzione. 

È davvero l’unica spiegazione che mi sono data dopo tre figli.

Per il resto mamme, inutile chiedersi perché i nostri fagiolini non dormano la notte, non ci sarà mai una risposta totalmente soddisfacente.

Io non posso perché devo cucire tante belle cosine ma voi che potete approfittatene il giorno e riposate insieme a loro. 

Buona giornata da una Supermamma assonnata ma sempre felice!

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