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Un mese di TE

30 giorni della tua preziosa vita, esattamente un mese fa nascevi tu.

  

Questi siamo noi il giorno prima del parto. Io visibilmente stanca per l’incessante caldo di quel periodo e per le prime contrazioni che iniziavano a farsi sentire. 

  

Dopo una notte insonne a monitorare i dolori, la mattina alle sei decido di farmi accompagnare da mio marito al pronto soccorso, sicura e speranzosa che mi avrebbero ricoverata. Come terzipara la decisione del medico di turno non poteva ovviamente essere diversa. Pochissima dilatazione ma: “Signora con i terzi figli il travaglio ci mette un po’ a partire ma quando inizia, il parto sarà precipitoso, perciò meglio trattenerla…”

  

203 la stanza che per le prossime ore sarà la nostra dimora. Prendo possesso del letto ‘A’ che vedrà le mie lacrime, di dolore e di gioia. 

Ma tu continui ad essere lì calmo, al sicuro nel mio pancione. Sembri aver capito che dovrai lasciare quel posto che ti ha cullato e protetto per 9 mesi. Sembri non volerlo abbandonare, tanto che l’attività contrattile smette di progredire.

Ed io ansiosa invece di vederti ed averti tra le mie braccia, inizio a fare su e giù per le scale, sperando di convincerti che fuori ci sono io ad accoglierti, che in modo diverso ma pur sempre amorevole continuerò a difenderti ed amarti e che, sempre insieme, potremo andare lontano. Convincerti che ad attenderti ci sono le grandi braccia di tuo Papà che freme dalla voglia di ammirarti in tutto il tuo splendore. Ci saranno poi i tuoi fratellini che non stanno più nella pelle di vedere se gli somigli e sono soprattutto impazienti di ricevere i regalini che per loro porterai dal mondo dei bimbi.

  

Con il preziosissimo supporto psicologico io e il tuo Papà iniziamo a monitorare le contrazioni che ora iniziano quasi ad essere regolari ed aumentare di intensità. Magicamente con lui al mio fianco il travaglio inizia a crescere, evidentemente riesci a percepire la serenità che mi trasmette e quel senso di protezione che mi fanno pensare che ora sono pronta per il grande momento.

Attimi indimenticabili quelli del parto, istanti lunghi che ti fanno pensare che quel dolore lancinante da toglierti le forze e il respiro non ti abbandoni mai. 

Quel dolore condiviso con una vita che sta per nascere, e con una persona unica, speciale, che quel dolore non lo prova fisicamente ma lo percepisce empaticamente.

Una sofferenza che in poche ore si trasforma in gioia, amore e bellezza infinita. 

Insieme a lui, mia dolce metà, ho condiviso quei battiti di cuore intenso, quei sospiri di vita che ci hanno reso genitori ancora una volta. 

  

Alle 20:15 sei nato tu Ettore, un bimbo bellissimo, dolcissimo e dalle manine grandi. Sono la prima cosa che ho notato appena ti hanno poggiato su di me, oltre all’odore puro e buono della tua pelle. Semplicemente l’odore dell’amore, un odore che non dimenticherò mai.