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Mama Tote Bag di fatto con Amore

Se siete Mamme, Zie, Nonne, o se gravitate intorno ad amiche con bimbi al seguito, saprete bene quanto sia necessario per una SuperMamma sentirsi comoda e avere con sé la soluzione ad ogni evenienza. Per questo nasce la Mama Tote Bag di fatto con Amore: una borsa capiente, comoda, versatile e soprattutto animal free.

Mama Tote Bag fatto con Amore

Una borsa che ci consente di coccolare la nostra femminilità pur essendo cariche di pannolini, pappette e biberon per i nostri cuccioli. È realizzata in cotone ed ecopelle di ottima qualità.

Le tasche della Mama Tote Bag

Ha diverse tasche sia esternamente che internamente per consentirci di avere tutto ciò che ci serve quando siamo fuori con i nostri bimbi, e di poter avere tutto a portata di mano e in ordine.


Ha due tasche esterne, comode per riporre telefono, ciuccio, portafoglio e quant’altro.


E quattro tasche interne, di cui: due normali e due a soffietto, quindi più capienti, per poter riporre il cambio di nostro figlio.


Queste tasche si chiudono con il velcro in modo che tutto resti in ordine al loro interno.

La Mama Tote Bag è rifinita nei minimi particolari e volendo può essere utilizzata da entrambe i lati.

Gli accessori della Mama Tote Bag

È dotata internamente di un laccetto con moschettoncino per le chiavi, per non perderle e ritrovarle rapidamente. Io, che sono un caso limite, riesco a perderle anche nelle borse piccole.

La Mama Tote Bag fatto con Amore ha diversi modi di essere portata: a spalla attraverso i due manici fissi, che misurano circa 45 cm o attraverso una tracolla regolabile in lunghezza e che all’occorrenza può essere rimossa.

La tracolla si aggancia alla borsa tramite un moschettone che va a posizionarsi su un occhiello montato manualmente.

Ogni punto di giuntura, come i manici o le tasche, è rinforzato da appositi rivetti, in modo da rendere più durevole la borsa.

Dimensioni: circa H 35cm x L 40cm x P 12cm.
Cura: può essere pulita con un panno umido.

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Sacco Mamma fatto con Amore, collezione invernale

Essere mamma di tre gnappi ha i suoi indubbi vantaggi. Uno tra i tanti è sapere cosa è davvero utile ad una futura mamma e poter quindi proporre e ottimizzare quei prodotti che rendono più agevole la gestione quotidiana di un neonato. Io personalmente l’ho scoperto solo con il terzo figlio e non me ne sono mai liberata. Ecco come nasce il Sacco Mamma di fatto con Amore. Lo uso sempre ed è favoloso.

Sacco Mamma di Fatto con Amore

Come è fatto il Sacco Mamma?

Il Sacco Mamma è realizzato interamente a mano con prodotti italiani di qualità. All’esterno un tessuto impermeabile che garantisce protezione da freddo e pioggia. Un tessuto 100% cotone all’interno che accoglie il bimbo senza farlo sudare. Ha un materiale “riscaldo” come imbottitura che garantisce comodità e calore.

La lampo lungo tutto il sacco, consente di poter cambiare il bimbo senza doverlo necessariamente spostare. Può essere chiusa e aperta per una migliore regolazione termica.

È dotato di apposite asole per le cinture di sicurezza che rendono il sacco universale e adatto ad ogni modello di passeggino, ovetto o navicella. 

Se necessario, tramite un cordoncino, é possibile ridurre la parte superiore ed accostare il sacco alla testa del bimbo. In questo modo si creerà una sorta di cappuccio che lo proteggerà ancora di più.

sacco-mamma_FCA

Come si usa il Sacco Mamma?

Il bello del Sacco Mamma è poter trasportare nostro figlio senza doverlo per forza coprire con un giacchetto o vestirlo troppo pesante. Potrete uscire anche se il piccolo dorme chiudendo semplicemente la lampo.

E tutte noi sappiamo bene quanto sia importante non stuzzicare il figlio che dorme.

Io personalmente il sacco lo lascio sempre sulla navicella, in casa lo tengo aperto e quando esco con un semplice gesto lo chiudo e via.

Può essere lavato in lavatrice a 30 gradi senza ammorbidente e con poco detersivo, accortezze utili a mantenere inalterata l’impermeabilizzazione del tessuto.

Spero vi piaccia! Potete chiedermi maggiori informazioni via email o tramite Facebook.

Dimensioni: su misura.
Cura: si può lavare in lavatrice a 40° in lavaggio delicato.

 

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Settembre, happy new year!


Ho sempre avuto la sensazione che il 1 Settembre sia il vero capodanno, l’idea che questo mese possa essere il principio di ogni nuovo progetto, impegno e cambiamento. Un inizio dell’anno senza fuochi d’artificio ma con tante idee nella testa che non vedono l’ora di scintillare ed esplodere rumorosamente.

È come avere la possibilità di poter mettere un punto a ciò che è stato prima dei mesi estivi e fare ordine, dare spazio a nuove emozioni, iniziare un nuovo percorso. Mettere ordine sarà necessario per creare spazio fisico e figurato a ciò che vorrò fare nei prossimi mesi.

Certo con tre figli non è poi così scontato riuscire ad avere un equilibrio organizzativo, e avere una casa da foto Instagram è una vera utopia. Ma detta tra noi, preferisco di gran lunga il disordine creativo lasciato in ogni dove dalle tre piccole pesti.

Le scuole sono cominciate, Isabella è tornata alla materna e Carlo Valter ha iniziato la prima primaria (che emozione indescrivibile!).

Improvvisamente la casa è parzialmente vuota e l’apparente silenzio viene presto interrotto da Ettore (ancora troppo piccolo per l’asilo). Richiede tutte le attenzioni che solitamente deve dividersi con i fratellini e si gode questi giorni da figlio unico per metà.

Facendo mille acrobazie e anche qualche volo pindarico, sto tentando di riprendere in mano la situazione.

Voglio essere onesta e sincera, questa terza maternità, l’impegno che comportano tre figli piccoli, IL marito sempre super impegnato professionalmente, Nano Chihuahua e la casa, mi hanno impegnato gran parte dell’anno, e le mie energie hanno per un momento vacillato.

E questo enorme dispendio energetico ha messo a dura prova l’idea di crescita che mi ero prefissata per fatto con Amore. Ma l’essere una super mamma, spesso senza concreti aiuti, mette in crisi l’idea di poter essere anche una super professionista.

Chi frequenta un po’ il coloratissimo mondo del fatto a mano, sa che ci sono dei limiti di guadagno per il lavoro da hobbysta oltre i quali è necessario cambiare la propria posizione aprendo la partita iva.

Quando avevo solo Carlo Valter avevo superato  quei limiti che però con l’arrivo degli altri due patatini, hanno necessariamente subito una graduale diminuzione. Star dietro ai bimbi e lavorare con il cucito creativo, che nel pieno ritmo richiede anche 12 ore di lavoro no stop, era davvero impensabile e impossibile.

Di conseguenza l’entusiasmo per quel che facevo, la creatività, le energie, e la giusta motivazione per portare avanti le belle cose create davvero con tanto amore, mi hanno abbandonata finanche a pensare di lasciare tutto e dedicarmi solo al ruolo di madre.

In questi ultimi mesi mi sono quindi fermata a pensare cosa volessi dalla mia vita. Ovviamente non nego che adoro poter coccolare e crescere i miei cuccioli e mi sento molto fortunata nel poterlo fare anche se ovviamente con molti moltissimi sacrifici.

Però la vita facile non mi è mai piaciuta ed ho pensato che se si ha un sogno, qualcosa in cui si crede vivamente allora non ci si deve fermare. La vita è fatta di scelte che comportano sacrifici che si fanno proprio per arrivare in fondo a quelle scelte che si è voluto portare avanti.

Così tra gli obiettivi da raggiungere, c’è la riorganizzazione del mio laboratorio. Sono riuscita finalmente a dargli nuova vita, aveva raggiunto livelli di caos indescrivibile.


Anche perché per i miei pargoli questa stanza è come il paese dei balocchi, c’è tutto un mondo da scoprire e tante cose con cui poter creare i loro personali giochi. Spesso mi riprometto di chiudere a chiave quella porta, ma poi mi sembra sterile negargli una affaccio alla creatività che stimoli la loro curiosità e fantasia.

Così cerco di fare profondi respiri e spiegar loro che le forbici da carta possono essere usate mentre quelle per la stoffa (appena ritirate dall’arrotino) sono off limits!

Tra le decisioni prese c’è quella di variare la tipologia dei prodotti. Alcuni oggetti pur essendone affezionata, li ho già abbandonati, per intenderci quelli che mi portano via troppo tempo e che rendono poco guadagno (sembrerò venale ma non si vive di soli sogni). Altri li renderò personalizzabili per metà, ovvero saranno acquistabili già realizzati e si potrà comunque ricamare il nome desiderato. E poi ci saranno nuove cose che al momento sto studiando nel dettaglio per potervi offrire come sempre un prodotto che rispecchi la qualità del mio lavoro.

Queste scelte sono necessarie per poter conciliare lavoro e figli senza rischiare il ricovero immediato, sono sicura che mi comprendiate.

Finalmente vi ho raccontato tutto quello che avevo nel cuore (diciamo una parte va!). Lo so mi sono dilungata un po’ troppo, ma non ci vedevamo da un pochino e non potevo mica bussare alle vostre porte in punta di piedi.

Spero vorrete continuare a farmi compagnia in questo cammino faticoso ma gratificante. Ho ancora tante belle novità da svelarvi e raccontarvi: nelle prossime settimane ho in serbo alcuni annunci importanti che vorrò condividere con voi.

Insomma caro Settembre mi piaci un sacco perché mi rendi felice, perciò ti tengo stretto ancora per qualche giorno e sfrutto tutta l’energia del tuo caldo sole.

A presto

Con Amore Alessandra

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Notte in bianco.


Dopo aver trascorso la notte in bianco, causa ripetuti e innumerevoli risvegli figlio Ettore 9 mesenne, mi sono chiesta il perché si dica “passare la notte in bianco“. 

A tale domanda, la mia amica Sara, conosciuta al mio primo ed unico corso preparato, quando ancora eravamo ignare di ciò che significasse essere mamme, mi ha risposto riportando questo articolo di Focus.it

Nel medioevo si diveniva cavaliere attraverso la solenne cerimonia dell’investitura, generalmente svolta in una chiesa o in un castello, durante la quale il sacerdote ricordava al cavaliere gli obblighi che stava per assumere e benediceva le armi che gli sarebbero poi state consegnate. 

Il rito dell’investitura in un dipinto del XVI secolo

La sera prima della cerimonia, l’aspirante cavaliere veniva vestito di bianco (simbolo di purificazione) e condotto in una cappella dove trascorreva un’intera notte in preghiera osservando il digiuno. Si trattava di un momento di riflessione sull’onore e la storia degli ordini cavallereschi allo scopo di prepararsi alle responsabilità e alle gioie della sua nuova vita.

Praticamente ho avuto una illuminazione, mi si è finalmente aperto un mondo.

Ricapitolando e partendo dal presupposto che a mio parere i bambini posseggono una sensibilità più pura della nostra (ricordo il mio primo figlio che traduceva concetti incomprensibili espressi dalla sorellina piccola, come se parlassero lo stesso linguaggio), quando i figli non ci fanno dormire per i loro più reconditi motivi, vogliono semplicemente ricordarci l’impegno preso nei loro confronti. Ricordarci il privilegio di essere madri

Dunque passerò le mie future notti in bianco con più consapevolezza. 

Ormai al terzo figlio, so prevedere l’andamento notturno, e proprio ieri sera parlando con mio marito ho detto: “prevedo una lunga notte” (per me ovviamente, perché si sa che i papà in modalità notte ON, non sentono nemmeno se gli si parla con il megafono).

E in effetti è stata una lunghissima notte totally white.

Quando la sera metto a letto il piccolo, lo addormento e approfitto del tempo libero (sempre troppo poco) per fare le mie cose. 

Poi quando è ora di mettere a letto anche me stessa, nell’attimo esatto in cui penso semplicemente di voler dormire, zaaaaaac lui sistematicamente si sveglia. Ed ho pensato che in un certo qual modo, avverte che non sono più vigile su di lui, che non sono più pronta a proteggerlo e quindi richiama la mia attenzione. 

È davvero l’unica spiegazione che mi sono data dopo tre figli.

Per il resto mamme, inutile chiedersi perché i nostri fagiolini non dormano la notte, non ci sarà mai una risposta totalmente soddisfacente.

Io non posso perché devo cucire tante belle cosine ma voi che potete approfittatene il giorno e riposate insieme a loro. 

Buona giornata da una Supermamma assonnata ma sempre felice!

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Déjà-Vu

  
Mi guardo allo specchio e mi sembra un déjà-vu.

Sono sempre io certo ma 9 mesi dopo quel pancione bello.

Stessa pettinatura e stesso abbigliamento.

L’aria un po’ più stanca ma felice, anche più di prima.

Il fisico è provato dalle gravidanze ma mi piace così come è.

Lo amo per avermi concesso il privilegio di mettere al mondo i miei figli, lo rispetto per la fatica provata.

I segni sulla pancia che rimarranno indelebili, sono la testimonianza di un corpo che ha impiegato mesi per accogliere delle preziose vite e che d’un tratto si è ritrovato apparentemente solo, a dover convivere con un certo senso di abbandono.

Rassicuro quel corpo che con lo scorrere del tempo ritrova quel senso di pienezza attraverso l’amore di un marito sempre presente e pronto a desiderare ancora quel corpo anche se diverso.

Ritrovo la mia bellezza anche attraverso quell’amore puro di cui i bambini sanno bene mostrarci l’importanza.

Mi guardo ancora allo specchio e vedo il tempo passare, vorrei fermarlo ma in realtà preferisco andare avanti e ammirare quelle piccole vite tuffarsi ogni giorno alla scoperta di nuove emozioni e scoperte.

Mi piace quella immagine riflessa allo specchio, mi piace la mamma e la donna che sono.

Sono felice delle scelte prese finora che mi hanno reso un essere migliore, speciale, unico. Le rifarei, cambiando poco dei miei errori. Se sono IO, il merito è anche loro. 

L’augurio che posso fare a voi che dedicate un po’ del vostro tempo a leggermi, è di amare sempre voi stesse, amare soprattutto le vostre imperfezioni e le strade intraprese.

Buona settimana 

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Per il nuovo anno

Per ogni nuovo anno che si rispetti, c’è sempre una lista di buoni propositi da stilare, o quasi sempre.
Io non credo di averla mai fatta, semplicemente perché i propositi preferisco costruirli giorno per giorno.

Mi piace guardare lontano vivendo il presente ed ora che sono mamma spesso preferisco anche rileggere qualche pagina della mia vita trascorsa. In base a quello che è stato e a ciò che vorrei che fosse, riesco a pormi degli obiettivi da raggiungere. E quindi mi guardo indietro per fare un resoconto dell’anno passato e per avere le idee più chiare di ciò che vorrei da quello appena iniziato.

Il mio 2015 è stato intenso, ho portato con me per gran parte dell’anno un pancione importante. e mi sono dedicata molto al ruolo di madre.

Il primo figlio (CV ossia Carlo Valter) che ora ha 5 anni, lo abbiamo voluto ed è arrivato senza troppo pensarci. Forse l’inconsapevolezza della prima volta ha avuto un ruolo importante. Ho fatto una scorta di libri sulla gravidanza e tutto ciò che gira attorno a questa meravigliosa esperienza che ti cambia davvero la vita. Facevo i confronti di ciò che leggevo con ciò che vivevo sulla mia pelle e così, insieme a Paz (allora dolce compagno, oggi dolcissimo marito), abbiamo affrontato ogni “prima volta”.

La seconda (BB ossia Isabella) che ora ha 3 anni, la abbiamo programmata e desiderata per dare una sorellina al primogenito. Le “prime volte” fatte di innumerevoli dubbi e insicurezze, le avevamo già sviscerate, ma capimmo ben presto che ce ne sarebbero state delle altre che certamente ignoravamo. Ma con molto sonno negli occhi, molta pazienza e infinito amore, abbiamo affrontato quegli ulteriori dubbi ed abbiamo instillato nei nostri figli rispetto l’un l’altra, amore fraterno e gioia per ciò che posseggono.

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Il terzo (ET ossia Ettore) lo abbiamo cercato tanto e ci sono voluti diversi mesi prima che arrivassero quelle due lineette rosse sul test. Ed è arrivato tra noi un bimbo sereno, dolce, sorridente e dormiglione. Ormai ero rassegnata a notti insonni fatte di coliche, poppate e cambi pannolino. Nulla di tutto ciò, finalmente libera di dormire.

Ma le abitudini restano. Così in piena notte, dopo le poppate richieste, invece di rituffarmi nei miei sogni ad occhi chiusi, preferisco tuffarmi in quelli ad occhi aperti. Come ogni donna mamma e creativa, sono curiosa. Lo sono oltre ogni limite di immaginazione.

E nel cuore della notte , inizio a leggere, cercare, navigare, studiare e sperimentare. Così facendo sono approdata nel mondo dell’ecosostenibile. Mi sono appena affacciata a questa incredibile realtà ed ho scoperto cose inimmaginabili, grazie alle quali ho intrapreso un percorso interiore che mi sta portando verso una consapevolezza maggiore di ciò che desidero per il 2016.

Lo desidero principalmente per i miei figli e di conseguenza per il bene del pianeta che viviamo, l’unico che abbiamo e che dovremmo tutti amare un pochino di più. Ovviamente questa consapevolezza si rispecchierà in ciò che amo fare, dunque fatto con Amore si dedicherà a questo progetto. E spero di riuscire a trasmetterlo anche solo ad una piccola parte di voi che mi seguite con tanto affetto.

Vorrei semplicemente poter lasciare ai miei figli e alle generazioni che verranno un mondo migliore.

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Queste sono alcune cose che desidero dedicare a me per questo magnifico anno appena iniziato e che vorrei fossero anche per voi dei buoni suggerimenti da tenere sempre a mente

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Festa di tutte le Mamme

Quale giorno migliore per condividere con voi una gioia immensa a cui tengo moltissimo.
Tra qualche mese sarò Mamma di nuovo.
L’amore per un figlio, come per incanto, ti fa comprendere il complicato ruolo di un genitore, dei tuoi stessi genitori.
Finalmente hai la risposta a tutte le loro ansie e preoccupazioni.
Trovi il senso a quei rimproveri tanto sofferti, e quei NO che in fondo ci hanno resi adulti.
Si gioisce nel ricordare la loro felicità per un nostro traguardo raggiunto e ci si commuove ancora ricordando quelle carezze e baci di cui io ancora ne sento il dolce profumo.
Probabilmente è solo indossando quella veste di madre e padre che si può apprezzare intimamente chi ci ha dato la vita.
Oggi è la festa di tutte le Mamme, della mia che ringrazio per la tenacia, dolcezza e amore con cui aiuta e supporta me e mia sorella nel nostro essere genitrici e ancora figlie. Auguri a tutte voi che avete già qualche piccola manina da tenere stretta stretta al vostro cuore.
Auguri a tutte quelle mamme che lo saranno e a quelle che avrebbero tanto voluto esserlo e che forse a modo loro hanno trovato la giusta strada per esserlo.
Auguri alle mamme con i capelli bianchi e a quelle che ci proteggono da un’altra dimensione.
Dedico ad ognuna di voi questa magnifica giornata.